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giovani tromboni
martedì 11 Novembre 2003


Preposizioni
Pubblicità alla radio: "Clicca al sito vuvuvù conbipel punto it!"
Clicca al sito? Già questi si sono concessi un accostamento di consonanti che si permette solo alla parola "input", o si comincia così e si finisce agli "inbuti". Ma insomma un sito non si clicca, si clicca semmai su un link che porta al sito stesso, si seleziona un bookmark, se ne inserisce l'indirizzo nell'apposito campo del browser picchiettando i polpastrelli sulla tastiera. Ecco, non poteva il copywriter esprimersi in quest'ultima maniera? Gli scappavano i venti secondi a disposizione?
E' vero che anche Ferrara in tv disse una cosa del tipo "Ma se clicco un sito poi mi possono arrestare?", però si era astenuto dalle preposizioni superflue.
"Clicco al sito" e dopo? Dopo come minimo chiamo a mio cugggino.
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Click'n'milk
Questo è un post di servizio, che vorrei aver letto un paio di mesi fa. Qui si parla degli scandalosi prezzi del latte in polvere, come in un Report dei poveri, e dei vantaggi di uno stile di vita digitale dove si cliccano melanzane come niente fosse.

Allora, fino a poco tempo fa compravo il latte in polvere Plasmon 1, in confezione "gran convenienza" da tre buste per un totale di 1050 grammi, in farmacia. Prezzo oltre 37 euro. Se si fa il conto - misurino da 4,5 grammi ogni 30 centilitri, fanno 7 litri - viene fuori una cosa tipo quasi 6 euro al litro, e va considerato poi che una buona percentuale viene buttata (non sempre si azzecca esattamente il grado di voracità del pupo in quel momento). Come ho detto altrove, la polvere bianca più costosa non è quella che tutti pensano.
Da qualche settimana, poi, in farmacia non si trova più il pacco da tre buste, ma solo quello da una di 350 grammi, e il costo aumenta un altro po'. Oppure c'è lo stesso latte già in forma liquida, dei tetrapack da 485 centilitri (non mi chiedete perché mezzo litro no), a tre euro e mezzo. Si va sopra ai 7 euro al litro. Forse in certe situazioni è più comodo e c'è meno spreco, ma siamo lì.

Supermercato? Alla Coop hanno solo il Plasmon 2 per i più grandi, e altre marche comunque costose (e poi il latte al bambino è meglio non cambiarlo arbitrariamente, quando è molto piccolo). Amen. Poi succede che vado in Toscana, e alla Coop locale scopro che hanno il Plasmon 1 in pacco da tre buste, a 32 euro e spicci. Quasi cinque euro in meno. Ciumbia.

Morale: domenica sera mi sono collegato a e-coop.it, ho fatto la spesa on line, e stamattina alle sette e venticinque (come richiesto) mi hanno recapitato dentro casa sette bustoni di spesa, inclusa acqua minerale e distillata, patate, detersivi, roba pesante e/o ingombrante insomma, e poi pannolini e soprattutto un paio di scatole di Plasmon 1.

Spese di trasporto 4,13 euro, meno di quanto risparmio già con una singola scatola di platino granulare. E tanti cari saluti alla farmacia.

Altri hanno già parlato di spesa on line, ma presso l'Esselunga che è roba da nordici. Rispetto a questa, la Coop (Toscana-Lazio, nel caso specifico) ha il vantaggio di essere equa e solidale o giù di lì, il software de "La spesa che non spesa" è ben fatto ed è pieno di utili funzionalità, solo l'interfaccia di navigazione è molto affastellata. E soprattutto funziona benissimo con Safari, per il sollievo di noi melomani.

P.S. anche "Io Bimbo" sulla Tiburtina ha il latte a 33 euro e spicci, e biberon e accessori vari a prezzi umani. E' la Tiburtina che è disumana. La Tiburtina è l'unica consolare romana ad essere trafficata in entrambi i sensi a qualsiasi ora del giorno e della notte; le altre hanno il buon gusto di presentare un verso prevalente di percorrenza a seconda degli orari. Io sono convinto che il traffico della Tiburtina sia opera di uno scenografo pazzo, un demiurgo che dirige l'ingorgo permanente come Ed Harris in The Truman Show. Non si spiegherebbe altrimenti l'incongruità di certe presenze, come autoarticolati recanti giganteschi tubi in cemento che percorrono la strada nei due sensi o si incastrano nello svincolo che scende dal raccordo anulare. Una volta ero fermo con la moto a un semaforo, mi sono ritrovato accanto sull'isola spartitraffico uno col martello pneumatico. Non era lì per qualche tipo di lavoro in corso, stava lì per volontà del demiurgo folle, a fare rumore per peggiorare la situazione già critica di quelli bloccati da un semaforo affezionato alla luce rossa.
dove faccio er pieno de benzina, pe' fa' 'n metro sulla Tiburtina

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