giovani tromboni
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giovani tromboni

è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino, rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi quanto crede. Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.

19.8.03

Saperla lunga
Nella sala d'attesa, pesco dalla pila un vecchio numero di Panorama. Ventitre gennaio.
Leggo l'editoriale. Rip rip riiiip, come non è mio costume, strappo via la pagina e me la metto in tasca. A futura memoria. L'editoriale si chiude così:

L'America sa che cosa ha in mano Saddam. Quando la guerra sarà finita, la verità verrà fuori. E allora i titubanti di oggi diranno che l'America aveva ragione. E' un vezzo questo tipico degli europei. Un vezzo che non rafforza certo l'immagine dell'Europa come alleato degli Stati Uniti.

Poche pagine più avanti, la rubrica delle lettere. Una è firmata, per cambiare, Luigi Castaldi. Non ho asportato la pagina, perché tanto te lo ritrovi ovunque, anche oggi sul Foglio.
Ricordo che il buon Le Corbusier - l'architetto per antonomasia - aveva fatto scrivere sul suo passaporto, sotto alla foto con gli occhialini tondi dalla montatura spessa, professione: homme de lettres.
Ecco, io mi figuro il passaporto di Castaldi, con scritto professione: homme de lettres (au journal).

Sentenziato da Vic | 13:29

Scorciatoie
Uno arriva qua da Google cercando: "tecniche sessuali x nn godere subito".
Se hai tutta questa passione per le abbreviazioni, la vedo dura ragazzo mio.

Sentenziato da Vic | 01:21
18.8.03

Old flame
Oggi, dopo un lungo periodo sabbatico e per due volte di seguito, mi è nuovamente esplosa la Brikka.

La metto su con le consuete attenzioni, mi dedico due minuti a rassettare l'acquaio, e quando mi giro quella sta allegramente zampillando caffé bollente su tutto il piano cottura, infida, senza un rumore.
Tempo di farla raffreddare indirizzando le opportune invocazioni a vergini e protomartiri, e la ricarico con cura ancor maggiore. Mi aggiro vigile mentre la fiamma accarezza la caldaietta. Quando è passato qualche minuto di troppo, picchietto prudente il valvolone con la punta del cucchiaino: comincia a passare il caffé, ma il ghigno di sollievo mi si gela sul nascere, quando mi accorgo che la temperatura è troppo elevata, il liquido bruno comincia subito a ribollire. Spengo di corsa il fornello, ma il caffé continua a passare, il livello sale inesorabile, gorgogliando sempre più. La mia unica arma è la punta del cucchiaino, con la quale cerco invano di tenere abbassato il valvolone. Mi sento come Paul Newman in "Detective Harper: acqua alla gola", quando ormai temo che non ci sia più speranza e la schiumetta ribolle oltre il livello di tracimazione, trattenuta solo dalla tensione superficiale del liquido, ecco che la furia dell'arabica centopercento si placa, e come un soufflé tirato via dal forno si sgonfia, lasciandosi dietro il contenuto di una tazzina scarsa.

E visto che siamo ancora a parlar di mescite: so di andare contro la pubblica opinione e di crearmi così dei nemici, ma ho provato il Bacardi Breezer all'arancia, e fa abbastanza schifo. Una bibitina insulsa, col brividino alcolico programmato, sincero come l'allegria di un'animazione da villaggio vacanze.

Sentenziato da Vic | 16:48

Epifania, agnizione e rutto libero
L'ho trovata. Ce l'ho qua accanto a me. Era su uno scaffale remoto di una GS di periferia, in alto, arretrata, invisibile ai più. Ma l'etichetta verde dalla grafica ingenua e i bordi giallo e oro non mi è sfuggita. "TIPICA CEDRATA TASSONI - SCIROPPO DI CEDRO - 720 ml". Non la soda, lo sciroppo!
Bottiglia dalla superficie a buccia d'agrume, tappo a vite con esclusivo copritappo in plastica verde (sulla cui funzione ancora m'interrogo). Costo esorbitante. Prodotta, pensate, a Salò.

Istruzioni: "Prodotto diluibile con acqua a piacere". Io l'ho provata con acque lievemente friccichine, di quelle effervescenti naturali (Egeria e Ferrarelle). Ahò, è buona. E quasi senz'altro fa bene.

Sentenziato da Vic | 01:02
17.8.03

Prediche
Sono cose che molti di noi sanno da sempre. Anzi no, praticamente tutti le sanno da sempre, pochi hanno voglia di ammetterle, meno ancora di metterle in pratica.
Dal suo ultimo "pulpito", Robert X. Cringely affronta alcuni argomenti interessanti.

Primo, il più recente worm ospitato in casa Microsoft, e con chi prendersela in questi casi.

Secondo, perché il Mac non sfonda nelle grandi aziende, quelle che hanno un dipartimento IT.

I used to think it came down to nerd ego. Macs were easy to use, so they didn't get the respect of nerds who measured their testosterone levels by how fluently they could navigate a command line interface.  Now, I think differently. Now, I think Macs threaten the livelihood of IT staffs. If you recommend purchasing a computer that requires only half the support of the machine it is replacing, aren't you putting your job in danger? Exactly.

Essendo un nerd anomalo cresciuto a pane e Mac, e quindi considerato nerd dai nerd stessi, posso controfirmare queste affermazioni. Aggiugendo che troppo spesso la diffidenza verso "quelle strane macchine" è dettata da un'abissale ignoranza in materia, che si maschera dietro triti luoghi comuni.

Per finire, una riflessione sul come e il perché l'outsourcing della manovalanza informatica non sia una buona idea, di come ragionare esclusivamente sui costi e non sulla qualità di ciò che si produce sia fuorviante (beninteso: qualità quella propriamente detta, non la Qualità degli omonimi sistemi), e di come alla fin fine anche i costi vadano comunque a crescere.

Il bello è che gli stessi esatti concetti li aveva da poco espressi Scott Adams in un paio di strisce di Dilbert. In forma diversa, ma probabilmente più efficace. Qui e qui, ancora per qualche giorno.

Sentenziato da Vic | 01:01
10.8.03

Slittamenti
La sintesi comporta sempre dei rischi, lo sappiamo dall'umorismo involontario dei titoli dei giornali o peggio ancora del televideo, dove il limite è di 40 caratteri, senza appello.
Ancora inesplorato era il mondo dei dominî internet, come illustrato negli ultimi bollettini di Risks.
L'esempio di partenza è il sito della Powergen Italia, che ad un occhio anglosassone risulta facilmente come www.PowerGenitalia.com (si vede che allora tutte queste pillole e creme allungapisello pubblicizzate in centinaia di e-mail dagli spammer funzionano davvero, alla fine).
Oppure ExpertsExchange.com che come nulla diventa ExpertSexChange.com. O ancora www.WhoRepresents.com, che con uno squillo di trombe si può leggere come www.WhorePresents.com.

Senza scomodare le moderne tecnologie, sono passato poco fa di fronte all'insegna cadente di un'oreficeria ormai chiusa. Si legge: ORIFICER. Se si fosse a Phoenix, Arizona, si tratterebbe della bottega di un artigiano che cesella orifizi. La migliore traduzione che mi viene è "bucaiuolo", che però credo scoraggerebbe molti apprendisti.

Sentenziato da Vic | 23:54
9.8.03

Chick magnet
I banner che si beccano sul web sono spesso cagione di uno stato di grande serenità interiore, in questi giorni bui. Uno in particolare propone un prodotto chiamato Sleep Angel, il cui motto è "Sleep With An Angel Once... You'll Never Sleep Alone Again". Non si capisce bene se il dormire in compagnia si riferisca al prodotto stesso (in puro stile "mai più senza") oppure al fatto che finalmente le pollastrelle non fuggiranno dal tuo letto terrorizzate dai fenomeni sismici indotti dal rilassamento dei tessuti molli faringolaringei che entrano in vibrazione. Non russerai più come un maiale, insomma.

Non posso pronunciarmi in vece del gentil sesso, ma in effetti deve essere arrapante trovarsi tra le lenzuola uno così:

sleep.gif

Sentenziato da Vic | 20:21

Donna Letizia Reloaded
Pensavo di aver fatto uno scoop: puntavo alla sezione casalinghi dell'Upim alla ricerca di un ventilatore, e mi si para davanti una piccola sezione libri. Una peluccatina compulsiva l'ho dovuta dare, ed ecco che metto a fuoco l'oggetto: il Galateo di Cristina Parodi. Non credo ai miei occhi. E poi, volume due: due di sei! Piano dell'opera, sei volumi di Galateo di Cristina Parodi! Per Sonzogno (o son desto? Ahr, ahr, che battutone).

Un respiro profondo, e apro a caso: si parla dei domestici. Col tono di quando si parla dei criceti. Ai domestici si darà del Lei, ma chiamandoli col nome di battesimo (seguono esempi del genere "Giorgio, apra le finestre!". Ai domestici si danno ordini, oltre al Lei). I bambini invece useranno un affettuoso Tu. Anche se si stanno sul gozzo a vicenda, affettuoso. Non si litigherà di fronte ai domestici, ché si turbano. Non ci si presenterà in desabillè, ché si turbano. Una vestaglia di seta e via, perlomeno. Non gli si racconteranno gli affarucci propri, ma ci si interesserà dei loro, ché poverini stanno lontani dall'habitat naturale e si sentono soli. Non ho osato girare pagina, temendo di dover assimilare nozioni sul come nutrire i domestici in maniera equilibrata.

Comunque, tornato a casa ho appurato di non avere in mano uno scoop, già molti altri ne parlarono all'uscita del primo volume. Ma chi se ne frega dello scoop, in fondo.

Solo un maschilista becero e stupido potrebbe inserire a questo punto un attacco a qualche difetto fisico di un personaggio pubblico di sesso femminile, però visto che si parla di Cristina Parodi, mi permetto di estrarre una raccomandazione dal Cafoneo di Giovani Tromboni, unico volume: per apparire in tv non è necessario strizzarsi nei push-up che rendono indistinguibili le bocce da un ipertrofico gonfiore delle tonsille, ma nemmeno sfoggiare eleganti scollature armaniane se si possiede un brutto decolté. Cristina, sei stata per molti un sex symbol come lentigginosa ragazza della porta accanto; ma le lentiggini fanno simpatia sul naso, non dalle clavicole allo sterno, specie se unite a quella particolare attaccatura del seno detta dagli esperti "a orecchie di cocker".

Lo dico per il tuo bene, mi faccio interprete di un nutrito campione statistico che condivide tale opinione. Se non sei convinta, puoi verificare la notizia presso l'associazione di psicologi volontari Help me, hanno senz'altro uno studio che lo conferma.

Sentenziato da Vic | 12:10
7.8.03

Io non sono razzista, ma...
Leggo un articolo del Foglio che parla del triste caso Trintignant-Cantat.
Quando arrivo a

Solo un ideologo fazioso e stupido potrebbe approfittare per una predica bacchettona di questo evidente simbolismo
mi si rizzano le antenne: una premessa del genere è solitamente un mettere le mani avanti per poi prodursi esattamente in quel che ad uso del lettore meno avveduto si stigmatizza. Basta far seguire un "ma" o un "però", e dare la stura. Puntualmente, poche righe sotto, ecco il cardine:
Però è doveroso ripetersi che non esistono scappatoie ideologiche alla condizione umana
e via dicendo.
Vedo ora che anche a Leonardo la lettura ha fatto lo stesso effetto, anche lui ha riconosciuto la struttura.

A parte la sgradevolezza del caso specifico, l'estensore dell'articolo ha approfittato dell'occasione per ribadire un concetto noto, che io definirei di "chiamata di correo".
Il messaggio che percepisco qui e in molte incarnazioni dell'Italia che non ci piace è questo: inutile fare i santarellini, siamo tutti figli di puttana (e fin qui, con ovvie differenze di scala, si può ben concordare); quindi, lasciateci fare i figli di puttana in Libertà [la maiuscola non è mia, ndr] e senza nemmeno sensi di colpa. Siamo tutti colpevoli, nessuno è colpevole.

Sì, ma dico io, un cincinnino di tensione ideale verso un miglioramento no, eh?
A me piace assai il cinismo, ma il cinismo che si fa a sua volta ideologia è un cinismo interessato.

Sentenziato da Vic | 14:03

Uno di voi
Perché non mi si prenda per uno strano, preciso che ho avuto anch'io come tanti la mia bella dipendenza da Coca Cola, e che la cedrata, insieme al chinotto e altri succedanei, rappresenta una scoperta relativamente recente, diciamo la fine del tunnel.

Quando vivevo da scapolo impenitente e la mamma mi riempiva periodicamente il frigo, un paio di boccioni di Coca Cola da due litri non mancavano mai. Erano gli anni dei 300 baud, si chattava fino a notte fonda col bottiglione ormai sgassato al fianco, appoggiato per terra, e lo si brancava con gesto maschio versando dritti nel gargarozzo, senza bicchieri né nulla, come veri teddy boys. Un amico, che non riusciva a dormire senza i suoi due litri in pet nel frigo, mi citofonò una notte perché aveva trovato chiuso il drugstore: "Oggi ho visto che ne avevi due di bottiglie, non è che una...".

Quando qualcuno si stupiva della mia dotazione multilitro, mi ispirava Vasco Rossi: me la compra mia madre, così non vado a rubare.

Sentenziato da Vic | 02:28

Venire apostrofati ingiustamente
Pubblicità orrendamente invasiva di Lycos Tripod sui siti in hosting da loro, il testo:
"Acquista il tuo dominio prima che lo faccia qualcun'altro!"

Sentenziato da Vic | 02:27
6.8.03

Beviate, senza complimenti
Il consueto Labranca scrive in mezzo ad altre cose:

credo di essere l'unico a comperare la Cedrata Tassoni...
Eh no, pure nel mio frigo non manca mai, e divido mentalmente i supermercati in cedratodotati e non. La si compra in pochi perché, se si ha la forza di aguzzare la vista e leggere sul cartellino dello scaffale i microscopici caratteri che riportano il prezzo al litro, si scopre che è molto più a buon mercato perfino il Grand Marnier (che pure non deve mancare, per guarnire il gelato).

Apro una parentesi, perché da bambino assistetti personalmente a un incidente in un albergo del Sestriere: attrazione della serata, in taverna, era un dimostratore del liquore francese, uno già nervosetto di suo, comprensibile quando per lavoro incendi crespelle. In pieno vortice di spadellamenti flambé uno dei presenti chiese sottovoce a un altro "ma che è sto grammarnié di tanto speciale?", e lo sventurato rispose "ma niente, è una specie di Aurum". Il dimostratore udì, si incazzò moltissimo e tentò di incendiare direttamente l'infedele. Che poi l'Aurum fu battezzato, come la Rinascente, il Parrozzo e centinaia di altre cose, direttamente dal Vate pescarese, l'orbo veggente, quello.

Invece di fare sondaggi a vanvera, qualcuno dovrebbe puntare l'occhio demoscopico (quello buono) sulla tenzone tra Grand Marnier, Cointreau e Aurum. Bevande per uomini rudi, non liquorini annacquati per giovani trendy. Farei seguire dibattito, se ci fosse spazio per i commenti.

Torniamo - o restiamo - in campo tassonomico agrumato: fondamentale nella costruzione mitopoietica (facevo prima a dire mitopoiesi schivando la tautologia, ma è tardi) della Cedrata Tassoni è la comunicazione pubblicitaria. Lo spot televisivo è lo stesso da trent'anni, con la voce di Mina che deve aver firmato un contratto vitalizio. I messaggi sono due:
- E' buona e fa bene
- Per voi e per gli amici

Io li trovo perfetti, il grado zero della pubblicità, di una schiettezza commovente. Tutti i creativi non creativi dovrebbero togliersi il cappello e fare atto di contrizione, imparando che se non si hanno idee è meglio dire le cose come stanno, senza tanti metafronzoli.

Comunque, dagli spot si evince che quella che noi chiamiamo Cedrata Tassoni è in realtà la Soda Tassoni, cedrata già pronta nelle pratiche bottigliette (il progresso!). Vi è poi lo sciroppo di cedrata, la vera Cedrata Tassoni, che sfido chiunque a reperire altro che nel tubo catodico. L'unico caso di pubblicità sopravvissuta al prodotto.

Forse mi sbaglio, ma mi piace crederci.

Sentenziato da Vic | 02:16
2.8.03

Monologo del barbiere
La radio:
"M.T. è morta a Parigi, dopo le percosse ricevute dal compagno, la rockstar B.C."
Il barbiere:
"Io non capisco sta cosa quando dicono la rockstar anche per gli uomini. Io sento la rockstar e mi aspetto la Pampanini, invece esce fuori uno coi calzoni."
Alla radio, nel frattempo, è partita Bohemian Rhapsody dei Queen. Sto per fare una battuta su Freddy Mercury, sui calzoni e sulle calzamaglie. Poi sto zitto.

Sentenziato da Vic | 02:39

Oltre mototopo
E' passata da poco la mezzanotte, accompagniamo a casa una coppia di amici, dopo il cinema. Accosto in una via laterale, dove c'è spazio per fermarsi. Mentre siamo ai saluti si avvicina una prostituta sudamericana, stagionata e sovrappeso; la viuzza si presta, è affollata di presenze anacronistiche, tra il pasoliniano e il felliniano.
"Avete mica uno di quei telefonini per fare le foto? Perché è mezz'ora che li guardo, sono troppo belli!".
Ci giriamo, e in una vecchia utilitaria Peugeot parcheggiata, un tempo di colore bianco, ci sono loro: lui al posto di guida, lei accanto, al posto del passeggero. Due cani. Entrambi seduti.
Lui (non so come faccio a conoscerne il sesso, ma è evidente dall'atteggiamento) sta all'erta, zampe sul volante, orecchie ritte, si volta nervosamente a guardarci e poi butta un'occhiata alla strada; lei invece resta fissa su un orizzonte indefinito, stampato sul muso il sorriso fisso di default delle vecchiette svanite.
"Chissà cosa stanno pensando... forse pensano non rompeteci i coglioni..."
E dicendo questo la signora si allontana.
Chissà cosa stanno pensando.

Sentenziato da Vic | 02:27
Obragrafica:

Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.

Interreferenze:
 [No news, good news]
 [YAFB]
 [Tutto questo non ha
assolutamente senso!]
mac[... parole per dirlo]
 [Brodo Primordiale]
mac[Wittgenstein]
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