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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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sabato 28 febbraio 2004
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Tra il dire e il fare Colgo l'occasione della settimanale frecciatina anti-Apple di Gianluchino "Chinotto" Neri per esternare una riflessione che facevo l'altro giorno, spazzolino in mano, in transito dai cessi aziendali alla mia scrivania.
Chiunque si sia trovato a sviluppare per lavoro pagine web un po' complesse, sa benissimo che tra l'html e il javascript che si butta su una pagina e quello che ne risulterà in termini visuali e funzionali all'utente c'è un abissale apostrofo rosa chiamato browser.
Il legame che sta a cavallo dell'abisso è labile come un'opinione: ci sarebbe uno standard vero e proprio, familiarmente chiamato W3C - vedi che i cessi c'entravano - dal nome del consorzio chiamato a normare, e una quantità di browser che ne rispettano a modo loro la lettera; c'è uno standard de facto, in quanto adottato da una percentuale plebiscitaria di utenti che si accontentano, nel caso specifico un cesso di software; ci sono in certi ambienti residui significativi dell'ex standard de facto, che seppur più simpatico faceva a sua volta come nella casa delle libertà: un po' come cazzo gli pare. Quest'ultimo, più che cesso, è cessato.
Se un browser rispettasse in maniera stretta lo standard ufficiale, sarebbe inutile perché il 90% delle pagine web sono scritte in maniera a dir poco fantasiosa, e non si vedrebbe un accidente. Bisogna allora tollerare una quantità di errori, consuetudini, eccezioni, ma il come non è scritto da nessuna parte, e ciascuno lo fa a modo suo.
Tutto questo detto per arrivare al punto: un browser in quanto tale è, a dispetto della filiazione tipicamente anglosassone, un software molto italiano. Vige cioè la non certezza del diritto.
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Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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