giovani tromboni
In the age of Umbilicus
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David Foster Wallace
Considera l'aragosta

Laurence J. Peter , Raymond Hull
Il principio di Peter

David Foster Wallace
Oblio
(momentaneamente sospeso)

Commentati:

Bernard MacLaverty
La scuola di anatomia

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Via da Brooklyn

Kurt Vonnegut
Mattatoio n. 5

Hal Foster
Design & Crime

Jonathan Lethem
Amnesia Moon

Ernesto Aloia
Chi si ricorda di Peter Szoke?

David Means
Episodi incendiari assortiti

Charles Bukowski
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Banane

Friedrich Dürrenmatt
Nel cuore del pianeta

Arkadi e Boris Strugatzki
Picnic sul ciglio della strada

Jeanette Winterson
Powerbook

Charles Bukowski
Seduto sul bordo del letto mi finisco una birra nel buio

Daniele Brolli
Chemical USA - Il viaggiatore assente

David Foster Wallace
Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso

Amélie Nothomb
Metafisica dei tubi

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La sicurezza degli oggetti

Bernard Aldebert
Gusen II

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giovani tromboni
domenica 31 ottobre 2004


Il bacio della moto ragno
Circa dieci giorni fa ho trovato una bellissima ragnatela tesa tra il cruscotto e la freccia-ant-sx della moto. Non me la sono sentita di distruggerla, al solo pensiero di quanto lavoro doveva essere costata nottetempo: ci penserà il vento, mi sono detto.

Oh, sta ancora lì, nonostante le intemperie. O sono io che vado molto piano, o questi ragni hanno veramente le palle quadre.
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Signora mia
Come fa buio presto.
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venerdì 29 ottobre 2004


L'omino delle playlist
Ho un dubbio che mi tormenta da tempo: ascoltando RadioRai, si è messi di fronte all'immanenza di un fenomeno noto come "playlist", di cui tutti parlano dandolo per assodato e inevitabile, pur nei suoi più nefandi effetti. Vale a dire che viene passata solo musica di merda, da altri detta di cassetta, pescando una decina di pezzi che saranno riproposti ad nauseam più volte al giorno. I conduttori dei programmi inframezzati dalle sonorità escrementizie nulla o pochissimo possono su questo meccanismo, a loro dire.

Io sono un affezionato ascoltatore di RadioDue, e ora mi tocca accendere e spegnere la radio di continuo per risparmiarmi la musicaccia e i gr, che sembrano tornati quelli di Gustavo Selva.
Ora io mi domando il perché di questo, e credo sia legittimo considerato che a botte di canone mi vorrei ritenere un piccolissimo azionista Rai, e che la Rai paga la Siae in proporzione alla musica trasmessa.

Ipotesi uno (complottistica): le major discografiche impongono questo fardello alla Rai in virtù del loro smisurato e occulto potere multinazionale, plutodemogiudaicomassonico.

Uno bis (tangentara): o anche in virtù di mazzette passate a qualche dirigente della radiofonia.

Uno tris (triste ma legittima): oppure in cambio di corposi sconti sui diritti d'autore da pagare.

Ipotesi due (zappapiedista): le case discografiche non c'entrano, è la Rai che pensa bovinamente di guadagnare ascoltatori mandando la musica che va di più (alla Maria Antonietta: il popolo vuole merda? diamogli merda! Altro che brioches).

E infine: esiste veramente un omino delle playlist? Un impiegato che ogni giorno verga con la stilografica l'elenco di ciò che va mandato in onda? E se sì, come sarà fatto, come vive, cosa pensa? E si sta forse ravvedendo, visto che nell'ultimo mese ogni dieci caco-fonie si apre uno spiraglio e viene mandato un pezzo che non sarà avanguardia ma almeno è del genere "oldies but goldies"?
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martedì 26 ottobre 2004


Comune sentire (provincia parlare, regione scrivere)
Miic:
(Grazie a tutti per l'affetto)

Ciiamp:
"Ho sentito l'affetto degli italiani"

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Istinto di conversazione
"Lo faccio per la causa"
"Idealista?"
"No, civilista"
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Christian goes to Washington
Non ricordo come, tempo fa ho scoperto questo libro, scritto da questo tipo. Hai voglia a parlare di doppelganger, qua si rischia di scoprire che il nostro Camillo, nottetempo, si infila una parrucca con frangia in stile Corsera (scuola Riotta/Severgnini) e si butta a fare satira.
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martedì 19 ottobre 2004


Dimmi come ti chiami...
Polemica in crescendo tra Buttiglione e il presidente del Parlamento europeo. Josep Borrell. Si fosse chiamato Paco Xavier sarebbe stato meraviglioso.
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lunedì 18 ottobre 2004


Insanabili contraddizioni
Ma voi lo sapevate che dentro ai tabaccai è vietato fumare?
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venerdì 15 ottobre 2004


Tra Aldo Nove e Natalino Otto
Sapete cos'è?
Pasqualino Rutto Semipare, il secondo più grande battutista vivente, non guadagnerà mai la prima posizione perché manca di rigore. Sregolatezza senza genio.
Se fosse più rigoroso produrrebbe monoverbi, crittografie e sciarade, tutte con la loro etichettina. Invece mi rifila questi frammenti eterogenei che io non so come organizzare per renderli più presentabili. E allora eccoli senza tanti complimenti, grezzi.
  • Antipodi: tribù della Nuova Guinea. Non userebbe mai un player MP3 marcato Apple.
  • e-Learning: la costruzione dell'elettro-edotto.
  • Mimo Remigi: il cantante muto.
  • Ho ordinato: cavatelli zuccheri e gambine.
  • Problemi al merolone: l'isola dei fimosi.

P.S. il titolo, ai punti, fa circa otto e mezzo, ma senza la Sette.
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martedì 12 ottobre 2004


E anche la foto sul documento non mi rassomiglia più
Dato che quando parlo di cose più o meno serie ci sono persone che stimo moltissimo che cominciano a litigare e io mi dispiaccio e piango, passerò a scrivere un post di costume, alla maniera di x.

Una volta ogni cinque anni, o poco più spesso, anche tu finisci con l'introdurti in uno di quei cubicoli spesso malconci che servono a sfornare quattro fototessera poco somiglianti da incollare su un documento. Il cubicolo è come il libro dei cambiamenti: grazie a lui apprendi come in un lustro ti sono diminuiti i capelli e ti si è ingrossato il naso. Ma scopri anche come si è evoluto il tessuto sociale: mentre aspetti che le quattro inattendibili effigi vengano espettorate e sottoposte ad adeguata phonatura, hai modo di contemplare il campionario umano raffigurato sulle pareti esterne del cubicolo. E' lì che inaspettatamente scopri che c'è gente disposta usare quello che - diciamolo - è un pisciatoio malamente adattato, per farsi delle foto ricordo invece del consueto diagrammino cartesiano faccioso. Delle foto simpatiche. Per qualche motivo si acconciano tutti come inglesi degli anni '70, riesumati da telefilm sbiaditi in onda su tv private di periferia, e abbracciano la foto di qualche idolo calcistico con le basette probabilmente ormai defunto per cirrosi epatica. Un'umanità misteriosa che deve circolare solo nottetempo, migrando veloce e silenziosa da un cubicolo all'altro.

Quest'anno però la popolazione pseudoalbionica si è evoluta, guadagnandone in mediterraneità e assumendo nuove pose più moderne: un tardone in giubbotto di pelle che con aria guascona impugna una chitarra elettrica (staccata, che è come guardare la tv senza antenna); un sub entrato nel cubicolo con le pinne ai piedi, che si fa immortalare tutto incappucciato di neoprene. Eccetera.

Io non esco mai di lì con delle foto simpatiche: la tensione nell'attesa dello scatto (nondevosbatteregliocchi, nondevosbatteregliocchi) congela quell'abbozzo di sorrisetto falso costato due ore di preparazione nel ghigno pietrificato di chi deve mollare una scorreggia in un luogo pubblico. Per allinearti alla tacca "Altezza degli occhi", che noti solo a countdown avviato perché scritta in marrone scuro su fondo nero dietro al riflesso del vetro, cominci a inclinare lentamente la testa all'indietro, offrendo alfine all'obiettivo un faccione allargato compreso tra quattro capelli semiinvisibili e un paio di spalle sfuggenti. Il colore è sbagliato, o forse tu sei veramente così azzurrino.
Per altri cinque anni cercherai di tener ripiegata quella testimonianza nella carta d'identità, in uno scomparto del portafogli accanto a quello stronzo di diciottenne magro e riccioluto che ancora troneggia sulla patente di guida.
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venerdì 08 ottobre 2004


Ricorrenze
Mi ero scordato di scriverlo: il 26 settembre è stato un anno esatto di ritorni quotidiani su Massaia nella speranza che abbia mollato nuovamente l'aspirapolvere per la tastiera.
Una sorta di rito propriziatorio finalizzato all'apparizione di un nuovo post, che probabilmente non verrà. Ma non si sa mai.
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mercoledì 06 ottobre 2004


In fondo a destra (2)
Va bene la lottizzazione, va bene lo spoil system, va bene che alla regione Lazio c'è Batrace e quindi ora probabilmente usano lo stesso grafico che cura la comunicazione di AN.

Ora però voi ditemi se in questo manifesto non c'è qualcosa di strano.

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In fondo a destra (1)
Va bene la lottizzazione, va bene lo spoil system (che non so bene cos'è, ma ce lo metto).

Ora però voi ditemi cosa ci fa Marcello Veneziani

nel manifesto di King Arthur.

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martedì 05 ottobre 2004


Il bambino e l'acqua sporca
Io è da un pezzo che ci penso, e ora sembra che colga l'occasione per accodarmi a quanto espresso da altri in maniera più virulenta, ma è veramente da tanto che mi ronza in testa e volevo scriverne.

Tutto questo accanimento su Michael Moore (o in versione locale Marco Travaglio, per dire) mi pare, ecco, fuori misura. Nessuno dei due mi sta particolarmente simpatico, né rappresenta se non marginalmente il mio modo di vedere le cose, né ritengo che per alcun motivo loro o altri debbano essere esentati dal ricever critiche. Però le crociate contro i Moori, e da sinistra, proprio non le comprendo; o meglio forse le comprendo, ma non le so giustificare.

In sostanza si tratta di persone che portano al grande pubblico informazioni e versioni dei fatti che normalmente il grosso dei mezzi di comunicazione ignora o trascura perché scomode. Lo fanno puntando spesso a ottenere il massimo effetto: usano cioè un metodo demagogico, dove al fine ultimo (l'effetto sul pubblico) si possono a volte piegare i fatti e sacrificare alcune verità non funzionali. Il rischio concreto è che il pubblico sia troppo vulnerabile a questo modo di esporre - con la premessa complottista "questo non si sa in giro perché vogliono tenervelo nascosto" si può far passare per plausibile qualsiasi bestialità improbabile, dai messaggeri degli alieni alle madonne piangenti - e tenda a beatificare il latore della verità rivelata, sospendendo il senso critico.

Se c'è una cosa che mi resta sul piloro è la demagogia. Però le proporzioni: questi non sono demagoghi a tempo pieno, ma condiscono dieci informazioni corrette e documentate con una stiracchiata ad arte. A me quelle dieci informazioni "buone" non fanno schifo: danneggia più la causa l'eventuale discredito portato dal metodo non rigoroso all'immagine di una sinistra che certi mezzucci non li usa, o il bocciare tout court questi che comunque le dieci informazioni corrette le portano al grande pubblico che diversamente non le apprenderebbe mai?

In un momento in cui con la demagogia e la disinformazione a livello planetario con totalizzante pervasività mediatica si governano paesi e si fanno guerre? Non mi tornano i conti. La cazzata di un giornalista o di un regista quanto possono pesare in termini di conseguenze a fronte della cazzata di un governante, capace di mentire in tribunale sotto giuramento?

Il fine non giustifica i mezzi, mai: solo che l'accanimento contro i ladri di mele mentre intorno è tutto un rapinare a mano armata disturba un po'.
Si sta a guardare la pagliuzza nel proprio occhio e non la trave in quella dell'avversario.
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Obragrafica:

Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.

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