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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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martedì 04 gennaio 2005
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Gli otto piedi di Enrico Totani Ora, la battuta può essere che gli è andata ancora bene ad aver beccato un padano comunista che si trastulla coi treppiedi invece che un padano di quelli veri coi coglioni, un highlander, di quelli che ti scagliano un troncio a metri di distanza.
Però su queste cose è bene non scherzare, non si lancia roba in testa alla gente, punto.
Quello che ritengo di dire seriamente è che invece sarebbe un bene che gli si gridasse contro con grande sincerità, quando se ne ha occasione (e finché ancora si può). Uno che sfugge il contraddittorio come la peste, che invia in tv cassette preregistrate manco fosse Bin Laden, che tiene conferenze stampa addomesticate, che in un modo o nell'altro ci grida contro quel che vuole a tutto volume da vent'anni, non può pretendere di trasmettere in eterno a senso unico. Ha diritto a delle risposte. In senso non metaforico, proprio delle risposte scritte, orali o urlacchiate (solo in funzione della distanza). Mi scrivi a casa mandandomi la storia illustrata ed edulcorata della tua vita? Hai il diritto a sapere cosa ne penso. Penso sia una cosa immensamente kitsch e mi sento preso in giro perché ci hai messo un sacco di fregnacce. Perché non posso dirtelo di persona?
Il principio è nella vecchia scenetta con Vianello che si presenta a casa dell'onorevole con tutta la famiglia, e in tasca la lettera di promesse elettorali che vorrebbe riscuotere di persona. Un corto circuito nelle cose date troppo per scontate nella comunicazione uno a molti.
In più, per una patologia narcisistica, che lo porta a farsi un culo così solo per dimostrare di essere vincente anche in questo campo (a salvarsi dalla galera forse gli bastava meno impegno), sarebbe una sana forma di antidoto. Praticare ed imporre il culto della personalità genera reazioni emotive forti, nel bene e nel male, adorazione ed odio. Un filo diretto, qualche pernacchia, farebbero un gran bene all'uomo e al clima civile.
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Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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