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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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venerdì 21 gennaio 2005
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Non mi sento rappresentato Alessandra M. e la sua weltanschauung:Siamo forti, motivati. Siamo per la riconquista dell'orgoglio nazionale. Contro le banche, la Turchia, gli immigrati, l'euro
Io sarei anche contro il maltempo.
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L'angolo del pedante Io mi considero l'ultimo dei romantici, uno che si commuove ancora di fronte a un semaforo rosso. Eppure sono convinto che c'è chi mi considera un orrendo, pedante rompicoglioni.
La storia va così: quando becco uno strafalcione palese, soffro a non segnalarlo all'autore. E non è per il gusto di correggerlo, bensì per una malintesa forma di altruismo: leggere cose intelligenti con un errore grammaticale in mezzo è come mangiare un risotto molto buono e poi trovarci un capello; un piccolo particolare che prevale sul resto.
Dico errore grammaticale e non sintattico perché chi si arena sui congiuntivi quasi sempre non ne ha colpa, gli è mancata un'istruzione e si arrangia come può. Ma qua si parla invece dell'abc imparato alle elementari e poi dimenticato negli anni, da persone spesso laureate. Forse la disabitudine alla scrittura, forse l'aver frequentato ingegneria, forse l'essere viziati dal correttore ortografico di Word, quale sarà la causa? E quando sono persone che scrivono per la carta stampata? Insomma se a volte mi faccio coraggio e nella maniera più delicata o scherzosa di cui sono capace provo a segnalare il capello, le reazioni sono al meglio freddine. La si prende sul personale.
Quindi sono qua a varare una rubrica di sparse regolette, detta "il ripassìno", che mi auguro rinfreschi la memoria ai distratti e ai dubbiosi che si trovino a passare per queste righe.
Gli errori più frequenti sono sempre quei due o tre, incentrati sull'uso di apostrofi e accenti (per torbide storie di elisioni, apocopi e troncamenti, che non approfondisco qua perché ci sono i bambini):
- l'articolo "un" prima di una vocale vuole l'apostrofo solo quando il genere è femminile, mai quando è maschile. Quindi:
un altro un'altra - giusto
un'altro - frequentissimo anche sui giornali, e sbagliato
- "un poco" si tronca con l'apostrofo, quindi:
un po' - giusto
un pò - sbagliato
un pò celebrale - (letta di recente: lascia o raddoppia?) ceRebraLe è ciò che attiene al cervello, ceLebraRe se parliamo di cerimonie
- se la si pensa alla stessa maniera:
d'accordo - giusto
daccordo - sbagliato
Poi ci sono cose che io stesso ho imparato (perché qualcuno lo ha fatto notare, e gliene sono grato) quando avevo già fatto il militare:
qual è - giusto
qual'è - sbagliato (anche se ci sono fior di esempi letterari in cui compare)
perché - giusto, con l'accento acuto
perchè - sbagliato, con l'accento grave
Infine ci sono i casi (non rari) in cui vado a correggere e toppo alla grande, ad esempio ripresi un noto conduttore radiofonico per aver usato il superlativo "sobrissimo" invece di "soberrimo". Solo che soberrimo non esiste proprio, come spiegato qua. In effetti "sobrio" viene dal latino sobrius, io mi sono fregato avendo fatto l'orecchio all'inglese sober.
L'ho fatta lunga. Chi vuole ripassare estesamente o approfondire simili questioni grammaticali (e non solo), può partire da questo paginone riassuntivo di Garzanti Linguistica, oppure andarsi a consultare le FAQ e i forum del sito dell'Accademia della Crusca.
E siate indulgenti, con chi sbalia e con chi corige.
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Obragrafica:
one two three four five
Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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