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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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martedì 15 febbraio 2005
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Quello che non va Levata di scudi, insurrezione popolare, disordini e lettori incatenati sulla Cristoforo Colombo per il cambiamento di grafica di Repubblica.it.
E' vero che l'abitudine gioca parecchio in tali questioni, ma è pur vero che l'impatto è stato al 99% negativo. Dato che la critica "era meglio prima" lascia un po' il tempo che trova, ho cercato di analizzare razionalmente secondo la mia modesta esperienza i punti deboli della nuova impostazione.
1) I menu di navigazione su due righe: se non me lo avesse spiegato l'articolo di presentazione, non avrei mai capito la gerarchia (sopra le varie home page tematiche, sotto le sezioni). L'azzurrino e la sottolineatura non le distinguono a sufficienza. L'allineamento ad incastro col logo disorienta ulteriormente il lettore.
2) La separazione del banner superiore è perfino eccessiva: listone nero a lutto, e fondo grigio: quella è l'unica parte che sarebbe stata chiara e inequivocabile anche solo appoggiata su fondo bianco.
3) Viceversa, i due banner infilati tra testata e notizie hanno sempre creato una sensazione di confusione: in più l'accoppiamento dei due ha spesso effetti comici nella combinazione dei testi, o come in figura non si distinguono se si accordano cromaticamente: qua dei fili di separazione anche verticali e un fondo diverso avrebbero invece aiutato.
Guardate cosa combina il caso se ci si mette:
4) Va bene la scelta di impostare una tabella a larghezza fissa, ma perchè attaccarla a sinistra, lasciando sconfinate praterie bianche sulla destra? Per evitare lo sbilanciamento si poteva centrare tutto, senza alcun danno per le risoluzioni 800x600.
5 e 6) Ad accentuare la percezione di disordine denunciata dalla quasi totalità dei lettori, contribuisce non tanto la scelta di aggregare le colonne in vari modi, quanto quella di non rispettare la griglia sottostante. Basterebbe tenere alcuni allineamenti, in 5 quello verticale, in 6 quello orizzontale, e mettere un filo o un fondo sotto la notizia principale per tenerla insieme al testo senza ambiguità con quello sottostante.
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Obragrafica:
one two three four five
Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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