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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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giovedì 30 giugno 2005
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Perle ai porci L'altro giorno ero sul sito Apple a cercare altre cose, quando noto che dallo Store è sparito l'iPod Photo e che quello normale ha ora il display a colori. Pensa come sto, mi dico, mi è sfuggita questa novità da chissà quanto. Faccio un giro dei soliti siti di news (Macity, Tevac, Macintouch, ecc.) e nessuno ne parla. Roba vecchia allora: comincio a scorrere gli archivi, una ricerca, niente. Boh. Passo ad altro.
Il giorno dopo tutti coi titoloni. Insomma, per un puro colpo di posteriore avevo lo scoop disponibile, e me lo sono fatto sfuggire. Un giorno avrei potuto dire a Junior: "Pensa figliuolo, il babbo sembra uno qualsiasi, ma un giorno fu il primo a dare la notizia di un piccolo cambiamento nella linea iPod". Ah, che occasione mi sono perso.
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Questa me la segno
L'autoironia è sempre una forma di "sincerità interessata". (David Foster Wallace, che cita un certo Lewis Hyde)
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sabato 25 giugno 2005
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Mitopoiesi Cosa può spingere un uomo ricco e prossimo alla pensione ad uscirsene fuori tempo massimo con storie alla Guareschi della cui veridicità dubitano persino i suoi scherani più acritici?
Facciamo qualche ipotesi:
a) deve rimediare all'infima figura che ha fatto (e ci ha fatto fare) con la Finlandia, così la butta in caciara per distrarre la stampa;
b) vuole emulare Fini, che ha deciso di fare il vicepremier il giorno che gli impedirono di vedere Berretti verdi, e per essere all'altezza si dota di una scala, anche aneddoticamente;
c) vuole emulare un famoso ex-imbianchino di Linz, e si accredita come ex-attacchino.
Per giunta nel racconto infila la parola "marachella", pronunciata in pubblico l'ultima volta da Mago Zurlì nell'edizione 1972 dello Zecchino d'oro.
Quest'uomo parla (e ragiona) come un sussidiario.
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giovedì 23 giugno 2005
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Lei non è italiano, vero? Nonostante mi serva da secoli della domiciliazione bancaria, Telecom Italia riesce a comunicarmi che la scorsa bolletta risulta non pagata. Sono già rassegnato al fatto che per la loro proverbiale incompetenza sarò condannato a perdere una mezza giornata al telefono col 187, in posta, in banca o presso una loro sede, visto che si sono guardati bene dall'inviarmi un bollettino di conto corrente.
Una flebile speranza mi veniva dalla segnalazione, sulla bolletta, del sito www.187.it: fammi vedere se riesco a risolvere tutto on line.
Ecco cosa mi suggeriscono:
chiamare il Servizio Clienti 187 opzione 4 ed utilizzare il servizio automatico, attivo il lunedì dalle 8.00 alle 24.00, il martedì tutto il giorno e il sabato dalle 0.00 alle 16.00 (il servizio non è disponibile la domenica)
Evidentemente io ho qualche difficoltà con la lingua italiana e coi numeri, perché qualcuno mi deve spiegare la differenza tra "dalle 8.00 alle 24.00" e "tutto il giorno"; e che ne è stato del mercoledì, del giovedì e del venerdì. Non mi fate stare in pensiero.
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mercoledì 22 giugno 2005
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Noio vulevon savuar Trasferta a Milano dall'alba al tramonto: praticamente come un day hospital.
L'unica cosa che noto dal taxi è un cartello "Pianoforti Scorticati" e dei bambini annebbiati in parchi giochi polverosi con quattro ciuffi d'erba gialla.
Verso il termine della riunione mattutina, uno degli interlocutori milanesi ci fa: "L'avete portata la schiscetta?". Io ho cominciato a sfogliare imbarazzato le carte che avevo davanti "eppure ero sicuro di averla stampata..." poi lui ha cambiato discorso ed è andato a pranzare.
Sugli usi e costumi dei baretti da buonopasto non posso che fare osservazioni speculari a quelle di Garbaland: non esiste l'acqua leggermente frizzante: c'è l'acqua liscia e quella gassata da gara di rutti. Non è proprio prevista quella frizzante naturale.
Riunione pomeridiana, mi rendo conto all'improvviso che quello che mi sta parlando è il sosia di Raimondo Vianello, quando gli mettevano una parrucchetta in testa ai tempi di Un, due, tre. L'agnizione è folgorante, rischio di soffocare per non scoppiargli a ridere in faccia, comincio a prendere compulsivamente appunti per darmi un contegno.
Al ritorno ci portiamo una mosca in aereo da Milano a Roma: la immagino a Fiumicino che chiede "scusa gioia, per corso Magenta?" e i mosconi "maddecheahò".
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domenica 19 giugno 2005
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If You Wish Upon a Star Con la finezza che lo contraddistingue, un tipo con la faccia da joker che per motivi a me oscuri è ministro della Repubblica si esprime con queste parole:
Se proprio gli si vogliono dare due giorni, al posto che i domiciliari, gli si mette un bel pigiama a righe con tanto di palla al piede e li si mette per due giorni a fare manutenzione sulle pubbliche strade a ripagare per quello che hanno fatto
A giudicare dalla foto che illustra l'articolo, direi che è stato accontentato: le righe ci sono e anche la palla al piede, se gliel'hanno passata.
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sabato 18 giugno 2005
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Buoni propositi La prossima volta che uno infila in un discorso la consueta frase "solo gli imbecilli non cambiano mai idea" non passare oltre: fermarlo, e chiedergli di spiegare per bene:
"Perché, scusa? E chi l'ha detto?"
"..."
"Ma cos'è, un postulato? No? Allora uno slogan?"
A livello di verità rivelata, trovo allora molto più convincente sostenere che solo i fessi e i furbi cambiano idea troppo spesso.
Forse è per questo che non potendo dirmi comunista, ma men che mai anticomunista, ho capito finalmente cosa sono: un anti-excomunista.
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mercoledì 15 giugno 2005
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La pioggia nel divieto E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Embrione.
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venerdì 10 giugno 2005
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Promemoria Tra domenica e lunedì:
- trovare la propria tessera elettorale
- trovare un quarto d'ora per recarsi al seggio
- votare secondo coscienza (la propria)
- ove possibile, convincere gli indecisi a fare altrettanto
Qua saranno quattro sì.
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mercoledì 08 giugno 2005
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Ai confini della realtà Giuro: ho incrociato un annuncio automatico di Google con il testo seguente
Hotels in/near Culo
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Esiste. Trattasi di amena località in Belgio.
(Questo getta nuova luce sull'equivalenza delle due espressioni "ma vai [a fare] in culo" e "ma vai a quel paese").
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martedì 07 giugno 2005
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Due riflessioni a caldo L'annuncio di Steve Jobs "i Mac useranno processori Intel" non è in realtà un annuncio epocale, ma solo clamoroso. Colpisce più sul lato emotivo (siamo gente che attaccava adesivi "Intel Outside") che su quello tecnico.
Nel 1994 il passaggio da architettura 680x0 a PowerPC (e quindi da CISC a RISC, da Motorola a Motorola/IBM e poi solo IBM) rappresentò un salto di prestazioni di diversi ordini di grandezza.
Metaforicamente, fu come passare da un motore bicilindrico aspirato ad un 16 valvole turbocompresso; l'annuncio di oggi è più simile al montare un motore Saab piuttosto che BMW, qualcosa che da profano puoi capire solo sollevando il cofano.
L'impatto emotivo è invece fortissimo: a parte i fan e i loro adesivi, la stessa Apple ha legato molto la sua immagine pubblicitaria a quella dei processori usati. Durante il keynote è stato proiettato un vecchio spot che ironizzava sul surriscaldamento dei chip Intel, tanto per enfatizzare questo avvicinamento imprevisto dai più.
D'altronde Apple ha sempre fatto il grosso del fatturato sulla vendita del suo hardware, il fine che giustifica il software come strumento di identità distintiva.
Un aspetto non emerso con chiarezza durante il keynote (almeno per quanto si è riusciti a leggere dai vari report in diretta) è se, oltre ai Mac con motore Intel, MacOS X potrà girare anche sui comuni PC "compatibili". La risposta, a quanto pare è no.
Il nodo è tutto lì: si sarebbe trattato, nel caso, di un cambio di paradigma totale, di un ripensamento profondo dell'azienda stessa. Già una sorta di riposizionamento è in atto, grazie agli introiti derivanti dalla vendita degli iPod e della musica online tramite l'iTunes Music Store, e ci si aspetta presto un allargamento a cinema e dintorni. Sarebbe stato sì epocale il passaggio definitivo da azienda di hardware ad azienda di software e servizi, per giunta in concorrenza diretta con Microsoft. Uno scontro frontale che Cupertino e Redmond hanno sempre evitato con cura (pensate a un MacOS X per PC che esce prima di Longhorn).
MacOS X potrà girare solo sui Mac, PowerPC o Intel che siano, e non altrove. Sui Mac Intel potrà, volendo, girare Windows, ma questo non ci illumina d'immenso (certo, quando serve si potrà avere "the real thing" invece della soporifera emulazione di VirtualPC).
E' da vedere a questo punto come sarà inverato questo vincolo tra software di sistema e hardware (ma già MacOS non girava sui server IBM con PowerPC), e soprattutto quanto ci vorrà prima che qualche smanettone lo renda scavalcabile.
Che altro? Ah, Cult of Mac, il macblog di Wired, ci ha preso in pieno sull'utilizzo della tecnologia di emulazione istantanea di Transitive, ribattezzata Rosetta per l'occasione.
E nello stesso articolo, fornisce una motivazione strategica forte alla scelta di Apple, legata alla voglia di espandersi verso la vendita di contenuti video (ricordiamo del credito di cui Jobs gode a Hollywood grazie a Pixar), alla conditio sine qua non imposta dalle major rispetto ai sistemi di DRM, al fatto che proprio Intel si è fortemente impegnata in questo campo.
In ultimo la scelta dei tempi dell'annuncio, che rischiano di penalizzare le vendite di Mac basati su G4 e G5 da qui all'anno prossimo: una mossa suicida? Il motivo che vedo più plausibile è legato alla necessità di avere un parco software sostanzioso già pronto al momento dello switch, e quindi avere in tempo utile gli sviluppatori informati e motivati. Su questo c'è una tradizione, il lancio del primo Mac nel 1984 fu accompagnato da una discreta quantità di software di ottima qualità: questo fu possibile grazie all'azione di gente come Guy Kawasaki, che nell'anno precedente fece il giro degli sviluppatori convincendoli a creare software per una piattaforma che ancora non esisteva. Fu lì che nacque la qualifica di "evangelist" in senso non mistico, della quale ancora oggi si abusa.
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lunedì 06 giugno 2005
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Famiglie allargate Come da tradizione dissociativa coniugale (ora ci manca solo la signora Franca che si schiera contro l'euro) anche lady Barbara ci fa sapere che a differenza del marito andrà a votare, e saranno quattro sì.
A parte il complimentarmi con la signora per la lucida scelta, sulla quale dato il suo graduale ma inarrestabile soracecionamento non contavo troppo, sono colpito da un passaggio dell'intervista:
In tutti questi anni Francesco ha avuto ed ha un padre spirituale, padre Reginaldo, che abbiamo frequentato ininterrottamente.
Comincio a confondermi: tra padre materiale e padre spirituale, vale come eterologa oppure no?
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Dove vanno a parare Next step, la 194. Oppure questo:
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venerdì 03 giugno 2005
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Frutta e verdura (siamo alla) Sembra ieri quando i soliti spiritosoni da maggioranza silenziosa dicevano di Rutelli che è come il cocomero: verde fuori e rosso dentro. Non consideravano che in mezzo c'è anche uno strato bianco, e che il nostro ha evidentemente una buccia molto spessa. O, più direttamente, abbiamo a che fare con un'altra cucurbitacea: la zucchina.
Oggi la nostra zucchina, memore del suo passato da segretario radicale e con un sussulto di coerenza, ha voluto prendere posizione in maniera netta:L'intento, svela il leader della Margherita, è "far fallire il referendum" perché "occorre riflettere" sulla necessità di dare "dei limiti" all'uomo che "non è onnipotente".
Ora, sui limiti di Rutelli non avevo dubbio alcuno, ed è bastata madre natura senza il bisogno di leggi ad hoc.
Mi viene spontanea a questo punto una proposta: Casi', Rute', Maste', ecce', e fatela finita che vi hanno capito tutti. Volete rifare il grande centro? Rifatelo, ma subito. Non ci assillate fino al 2006 con le finte, e un po' sì e un po' no, ci stiamo ma non ci stiamo, cosa state a rompere i coglioni, essù.
Così voi sarete contenti con la vostra diccì riesumata e darete una soddisfazione a quei poveri vecchi di Cossiga e Andreotti prima che se ne tornino al creatore; a destra darete modo di vedere subito se il Berlusca è decotto o no, e come metterà d'accordo AN e Lega (a parte l'odiare per diversi motivi la stessa repubblica italiana della quale sono rappresentanti); e qua da noi, vivaddio, si tornerà a parlare di qualcosa di sinistra. Poi ci rivediamo alle urne, e vinca il migliore. Ok?
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Obragrafica:
one two three four five
Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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Tutti i commenti del mese:
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Qua si tifa:
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