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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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giovedì 21 luglio 2005
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Facendo le pulci a Camillo Oggi bellissima frase autoreferenziale del castigatore:
Gli errori sono talmenti troppi
P.S. più sotto leggo anche "queste orribili pagini a colori". Mi sa che a furia di leggere menù con scritto sopra "linguinni al pesto" sta cominciando a parlare e scrivere come la romantica donna inglese di Montesano.
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Caro Lei Quando, sarà passato un secolo, feci i miei sei mesi in una redazione fumosissima di RadioTre, passavo molto tempo al telefono per contattare gli ospiti della trasmissione. Io non sono mai stato sciolto con una cornetta in mano (devo prendere il respiro pure prima di chiamare l'ora esatta), ma devo dire che ho sempre trovato persone di disponibilità e gentilezza sorprendenti: penso ad esempio a Rodotà che mi tenne in pratica una lezione di un'ora, o Severgnini uguale a come lo disegnano. Quando si trattava di giornalisti, dopo trenta secondi di telefonata immancabilmente arrivava l'invito "diamoci pure del tu, siamo colleghi".
Ormai assuefatto al rituale, la volta che chiamai Gianni Riotta, che non era ancora vicedirettore di niente ma già una giovane promessa avendo al massimo una decina d'anni più di me, feci l'errore di partire subito con il tu. Gelo assoluto. Una risposta tipo "GuardI, non LE so dire se posso, verificherò e LE farò sapere. A risentirLA". Ci rimasi un po' male ma imparai la lezione.
La morale: oggi al bar c'era un nuovo apprendista, un ragazzotto di neanche vent'anni. Vado a pagare e lui: "Ecco il resto, tieni. Ciao". Mi sono indispettito. Stavo per salutare riottosamente "ArrivederLA", ma poi ho ripiegato su un neutro "Ci vediamo".
Deve essere qualcosa che scatta a quarant'anni.
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Piccola irritazione quotidiana Ma quelli che al semaforo rosso si sentono fessi a fermarsi sulla striscia bianca, e devono per forza piazzarsi due metri più avanti (spesso sulle strisce pedonali) dove non possono vedere il semaforo, così quando questo diventa verde rimangono piantati lì a bloccare il traffico, insomma che gli vogliamo fare?
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one two three four five
Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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