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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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lunedì 26 settembre 2005
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Le parole per dirlo Avevo appena messo il biberon nel microonde, tempo dell'attesa 50 secondi esatti. Junior ha attaccato la solita lagna da bambino denutrito, come se non sapesse ormai che di lì a meno di un minuto avrebbe ingurgitato la sua colazione. Ad un certo punto non ce l'ho fatta più e gliel'ho detto:
"Non puoi perseguire la gratificazione immediata delle pulsioni!"
Quando mi sono voltato nel sopraggiunto silenzio, col biberon caldo in mano, ho trovato sia lui che la mamma che mi fissavano con gli occhi sbarrati.
Più tardi, al cambio del pannolino, lui mi ha dato un calcio sui denti.
(Non capisco perché alle volte non resto simpatico alle persone.)
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Enig-mi-sta sulle scatole Ieri è venuta a pranzo mia cognata. Ha portato le pastarelle, quelle piccole da tè. Erano tutte diverse, così al momento di sceglierle mia moglie, per non scontentare nessuno, ha preso solo metà di un mini-diplomatico, guadagnandosi la critica della sorella:
"Ma cosa fai, già sono piccole, le tagli in due?"
Alché, accorgendomi di vivere l'istante di una meravigliosa crittografia, ho sentenziato:
"Mignon è partita".
Non capisco perché alle volte non resto simpatico alle persone.
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Un test Chiunque è stato sottoposto ad una cura di Teletubbies sa che il grado di ripetitività del programma porta rapidamente vicini all'esasperazione (e comunque in un monopolio pimpatico ben vengano anche loro, ogni tanto). Osservando forzatamente i mostriciattoli colorati mi sono messo a riflettere su come siano adatti a mettere alla prova la nostra capacità di osservazione e memorizzazione.
Ad esempio: come si chiamano i quattro? Facile.
Di che colori sono? Hmmm.
Abbinare ora i colori ai nomi. Hmmmmm.
Aspetta: ora elencali in ordine di altezza. Ehm...
Non ho finito: le antenne che hanno in testa. Forma, e abbinamento al nome, al colore, all'altezza.
Pensi di aver finito? Ora viene il difficile: il sesso di ciascuno.
Neanch'io so la risposta, ma ho un aiutino: perché Tinky-Winky, o come si chiama, nonostante venga fregiato di pronomi maschili se ne va in giro a passeggiare con una borsetta rossa da signora anni '50?
P.S. per i solutori più che abili: calcolare il numero delle combinazioni (o permutazioni o quello che sono) possibili tra le variabili nomi, colori, altezze e antenne, che prevedono ciascuna quattro valori. Aggiungerci anche il sesso, due valori o poco più.
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Obragrafica:
one two three four five
Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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