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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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martedì 12 settembre 2006
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Mi ci gioco cinque euro Avevo cominciato a scrivere un'articolata disamina di un argomento, il futuro delle interfacce uomo-macchina, che come tutte le articolate disamine è rimasta sul mio hard disk in attesa di completamento (ne ho parecchie da parte, alcune vecchie di anni).
Il fatto che tra mezz'ora Apple presenterà qualcosa di nuovo, e che molti pensino a un iPod con una scroll wheel su touch screen (ma come parlo?) mi porta ad estrapolare un paio di riflessioni per darle subito in pasto ai posteri, portandomi entro poche decine di minuti a gloria imperitura o derisioni umilianti.
1) In un'interfaccia uomo-macchina è fondamentale l'aspetto del feedback ricevuto dall'utente a conferma delle azioni eseguite. Il feedback visivo è importante, ma da solo non basta.
2) La scroll wheel dell'iPod, fenomenale per intuitività, ha però il difetto di dare zero feedback tattile e di non avere un fondo corsa fisico; tanto è vero che si sono preoccupati di associargli un "click" udibile non solo in cuffia ma anche, volendo, all'esterno. In un aggeggino dove ogni millimetro di spazio è prezioso, hanno dedicato un piccolissimo altoparlante solo a questo.
Mi sono reso conto di quanto sia fastidiosa questa mancanza di feedback tattile da quando uso l'iPod in macchina: le operazioni che si fanno tranquillamente con un'autoradio standard diventano pericolosissime, finisci a fissare lo schermetto per verificare l'effetto dei tuoi smanacciamenti (effetto che rischia di essere il tamponamento di un tir). Risolvo ascoltando un album per intero, o facendomi una playlist per il viaggio, o ripiegando su "brani casuali".
3) dunque una scroll wheel virtuale, per essere minimamente usabile specialmente se di piccole dimensioni, dovrebbe fornire un feedback consistente (sia nel senso di "coerente" che nel senso di "rilevante").
Ma come? Per stimolare il senso "tatto" cosa si potrebbe usare?
a) L'area interessata potrebbe assumere dinamicamente un rilievo, ma la deformazione potrebbe dare problemi di visualizzazione.
b) Allora variazioni di temperatura?
c) o microvibrazioni?
d) o corrente elettrica (nei limiti consentiti)?
Vederèm.
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Fìdati di chi è del mestiere Al piano di sotto stanno tenendo un corso di aggiornamento per autisti dell'ATAC. Stiamo a cento metri da una fermata della metro. Il parcheggio sembra diventato la sede di un motoraduno. Non uno che sia venuto coi mezzi.
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