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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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domenica 12 Novembre 2006
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Titolisti dannati Io lo so che è facile dare addosso a tutta una serie di categorie, giornalisti in primis, e cerco di evitarlo. Però coi titolisti, quest'entità misteriosa e inafferrabile (ché se li potessimo afferrare a volte...) ho già qualche conto in sospeso, quindi indulgo liberamente.
L'altro giorno è uscita su Repubblica un'intervista a Tom Waits. Tra tante altre cose, parlando dei suoi primi passi musicali, si lascia andare alla classica nostalgia del passato:Che bei tempi, quanti talenti. Oggi l'industria è piena di bugiardi e disonesti. Cercano di convincere il primo venuto che sarà il prossimo Elvis, questo è l'inganno; poi se non vende subito lo buttano via come un barbone, anche se è un genio. e più avanti, sulla stessa falsariga:Oggi iPod, Mp3 e Internet hanno atrofizzato l'interesse del pubblico, anche gli artisti hanno perso quel senso d'avventura che ci spingeva a sperimentare. Quel che mi consola è che, nonostante tutto, c'è ancora voglia di suonare dal vivo; la musica continua a essere un bisogno primario.
E' evidente che Waits parla di iPod in modo generico, per intendere tutto l'insieme delle modalità correnti di reperimento e ascolto della musica, sbagliando per giunta perché sono proprio queste possibilità di "disintermediarsi" dalle case discografiche che favoriranno sempre più la sperimentazione e il primato (anche e soprattutto economico) delle esibizioni dal vivo.
Ma veniamo al dunque: come viene titolata l'intervista?Tom Waits si racconta e accusa
"Povera musica, uccisa dall'iPod"
E il link che porta all'intervista?Tom Waits accusa l'iPod
"Ha ucciso la musica"
Mi appello alla clemenza della corte, verrebbe da dire.
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Invenzioni regalate all'umanità Noto spesso, per la strada, adolescenti che sciamano a due a due condividendo un auricolare a testa della medesima cuffietta, attaccata a un singolo iPod (o misero succedaneo dello stesso).
La genialità dell'abitudine è che nel frattempo riescono tranquillamente a chiacchierare, cosa che con entrambi gli auticolari ben piantati nel cerume risulta più difficoltosa. Il lato negativo è che sono un po' impediti nei movimenti (ma io non faccio testo, ho grosse difficoltà con gli auricolari, una volta sull'autobus rischiai di strangolarmi in perfetta solitudine).
Ma il vero problema è che se ascoltano un pezzo con una decente separazione stereo, ciascuno sente un canale solo: prendi Yesterday, uno si beccherebbe voce e chitarra di McCartney, l'altro solo gli archi aggiunti a posteriori.
Grande invenzione che dono alla scienza (non potendo ancora donare il mio corpo, che nel frattempo sto facendo espandere per far felice un maggior numero di istituzioni): una funzione "mono" da aggiungere al menù dell'iPod, o un tastino sul cavo delle cuffiette per farle diventare monofoniche, o delle cuffie monofoniche direttamente, perché questi giovinastri capelloni e brufolosi cosa vuoi che capiscano di musica, manco si accorgerebbero della differenza.
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L'ora delle decisioni irrevocabili Considerato che in un anno esatto di utilizzo gli annunci di Google (che comparivano qua sopra, in alto a destra) hanno fruttato virtualmente dollari 14 e centesimi 55, e che sotto i 100 dollari gli astuti guglici si guardano bene dallo sganciare il grano, sono pronto a dichiarare concluso l'esperimento.
E' stato divertente vedere cosa usciva dal "rilevatore automatico di argomento" che ha il compito di contestualizzare la pubblicità alla pagina, ma ora basta, su.
Aggiungo per onestà che alla decisione ha contribuito non poco la vergogna provata poche sere fa di fronte a un ristretto consesso di noti blogger, i quali nell'aggredire un piatto di trippa al ragù sostenevano che mettere pubblicità assortite nel proprio blog è da pecettari. E dunque, mancandomi controargomenti dignitosi, mi astengo.
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Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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