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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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giovedì 14 luglio 2005
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AP2936 Milano c'è un'aria che si respira mica bene.
Milano c'è i controllori del tram che al cartellino gli hanno scritto su: "Tutor di linea".
Milano si dice che ci puoi andare in bicicletta che è pianura (a differenza di Roma che ci ha i colli, sette) e in effetti li vedi un sacco di ciclisti ma è mica vero che van tranquilli, anzi le strade son strette e con i tram che ci finisci sotto se non senti il DENDENDEN e le macchine in doppia fila che non passi e il pavimento come sampietrini ma più grossi e il traffico feroce peggio di Roma, insomma secondo me non son ciclisti ma balenghi.
Milano c'è i palazzi che non capisci mica in che quartiere sei, sempre un po' alternati vecchi moderni e mezzi moderni come una macedonia quando hai poca frutta, al centro uguale che in periferia, no come Roma che se ti portano in un posto ad occhi chiusi li apri e dici "è Montesacro" e alla peggio sbagli con Monteverde vecchio, o la Garbatella con San Saba, ma l'EUR o il Coppedé ti sbagli mica, non puoi sbagliare, forse solo se sei un balengo ciclista milanese, ecco, per dire.
Milano ci sono i tassisti con la radio su un canale tutto di musica di Orietta Berti, ma fatta ora e da altri cantanti, cioè musica di quel tipo, una via l'altra che nemmeno credevo esistesse chi fa ancora quella musica, figuriamoci la radio.
Milano ci sono i negozi di scarpe da donna, una sola vetrina o addirittura due, e io che proseguo convinto che adesso arriva la vetrina con le scarpe da uomo e invece niente, solo un negozio ce le aveva ma pitonate in due colori rosa vomito e verde vomito, che ho capito è meglio che fanno scarpe da donna e basta.
Milano ci hanno delle ragazze che si vede che son del Nord, perché sono un po' sostenute anche se non belle, con su fisso un mezzo sorriso freddo con un retrogusto amaro, che in effetti è inutile che ti dipingi e fai la strappona quando basta che ti dai un contegno cool, più finta educanda che suora, e subito sembri più figa. Conosco anche una di Roma con quel sorriso lì, però sbagliava le scarpe e risultava un po' strappona per colpa di quelle.
Milano ci vive però un sacco di gente amica e simpatica, fatta eccezione per quel cameriere scocciato del locale fighetto a pranzo, e non so mica come fanno a mantenersi simpatici con quell'aria che si respira. E' proprio vero che l'uomo è un animale meraviglioso, molto adattabile, come una cabrio che gli esce il tettino se piove.
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Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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