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giovani tromboni
è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino,
rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro
per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi
quanto crede.
Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera
di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi),
andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì.
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giovedì 15 settembre 2005
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Altre cose che ho imparato a Milano A Milano (o forse nella più estesa Giovinlandia, per quel che ne posso sapere) l'aperitivo si chiama happy hour. L'happy hour è un aperitivo, dove però invece del cameriere i salatini te li devi andare a prendere da solo.[*]
Potrei chiuderla così, ma peccherei di superficialità. L'altra cosa che distingue l'happy hour dall'aperitivo è che invece del solito crodino prendi un mojito. Crodino lo sanno dire tutti, il massimo del dramma possibile è avere l'erre moscia, poca cosa; invece sulla pronuncia di mojito ti sgamano subito se sei un giovinlandese o un foresto.
Ma perché l'hour deve essere happy? L'happitudine dipende dalla compagnia, mica la decide il locale. Invece no: allo scoccare dell'hour i salatini spariscono, e tu diventi unhappy. Così per contrasto l'hour precedente deve essere happy per forza. Astuti.
All'happy hour ci sono talvolta anche dei giovini vestiti da carabinieri, che pensi "va che bello, anche loro hanno diritto ad un'oretta felice". Questi parlottano con un giovine in borghese, e dalla gestualità si capisce che è un amichevole dialogo del tipo "Eddai" "Enno!" "Essù!" "Ma no!" "E forza, ti dico di sì" "Vabbe', hai vinto tu" e quello senza divisa estrae dalla tasca anteriore dei jeans a vita bassa (tasca che si trova anch'essa più in basso della media, per la proprietà transitiva delle tasche e dei jeans) una bustina di qualcosa che consegna nella mano aperta di quello in divisa. A questo punto penseresti che si salutino, invece se ne vanno tutti in formazione pinocchio, uno al centro coi due in divisa ai lati, più la fidanzatina che trotterella a fianco della formazione, ma un po' discosta. Lei ha la faccia preoccupata, anche se alla fine rimediano pure un passaggio dalla macchina in divisa, cosa c'è da preoccuparsi.
L'altra cosa che ho imparato succede nell'hour o due successive a quella happy, e riguarda somme e moltiplicazioni. Se dopo il mojito vai a cena fuori, riterresti di poter fare questo conto:
1 mojito + 4 bicchieri di vermentino di gallura molto fresco + 1 grappino morbido = stato lievemente euforico
Per colpa di non so di chi, direbbe Dalla, vuoi la menta del mojito, vuoi la galluraggine del vermentino, vuoi la morbidezza subdola del grappino, scatta un effetto moltiplicatore; e quindi:
1 mojito * 4 bicchieri di vermentino di gallura molto fresco * 1 grappino morbido = stato intensamente euforico e incapacità di deambulare. [**]
[*] questa forma retorica è detta anacoluto, e potrebbe far pensare che all'aperitivo uno si vada a prendere da solo il cameriere. Ma dal contesto si capisce che si parla del cameriere che porta i salatini oppure no, e se non si capisse vorrei qua chiarirlo.
[**] l'esempio, così costruito, non sta in piedi perché 1+4+1=6 mentre 1*4*1=4, risultato paradossalmente divergente dalle intenzioni. Si dovrebbe più correttamente calcolare la quantità di alcol assunta, moltiplicando prima la percentuale (o gradazione) alcolica per i cc di bevanda consumati, ottenendo così dei valori espressi in cc di alcol, senza dubbio più significativi e di sicuro effetto in una moltiplicazione esemplificativa. Ma anche qua dal contesto si capisce cosa intendevo, sempre che non abbiate problemi con il contesto in sé, dubbio che comincio a nutrire se state ancora a qua a leggere note ridondanti in cui faccio il verso a un noto scrittore americano di cui non farò il nome e nemmeno le iniziali.
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Obragrafica:
one two three four five
Il piccolo popolo che si manifesta sui bordi dei fogli durante telefonate, riunioni, attendereprego, e altre occasioni.
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